spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
mercoledì 8 Febbraio 2023
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    I mulini (e le famiglie che vi lavoravano) di Greve in Chianti nel 500 e 600: un libro affascinante

    Frutto di una accurata ricerca di Franca Ceccatelli, "Mulini e mugnai nella Podesteria di Greve nel Cinque-Seicento" si presenta il 14 dicembre al Ferrone

    FERRONE (GREVE IN CHIANTI) – Tutti sappiamo quanti mulini ci sono oggi nel comune di Greve in Chianti? Risposta-spoiler: nessuno. 

    Quanti ce n’erano invece nel Cinquecento e nel Seicento? E dove erano?

    Chi era mugnaio al Mulino de’ Gatti nel 1580? E in quello di Sezzate nel 1630?

    Come era la vita del mugnaio? Possiamo conoscere le loro famiglie? E, infine: resta ancora qualcosa? E se sì, dove?

    Le risposte a queste domande, e molto altro, le troviamo in un libro, una accurata ricerca su un’attività tanto fondamentale nei secoli passati quanto dimenticata oggi: ad opera di Franca Ceccatelli.

    “E’ un libro che riguarda il territorio chiantigiano – ci dice l’autrice – grevigiano in particolare, frutto di ricerche di mesi su centinaia e centinaia di documenti dell’archivio di Stato e di registri parrocchiali”.

    “Riguarda i mulini e le famiglie di mugnai che vi lavorarono nel corso del Cinque-Seicento – dice ancora Ceccatelli – E’ il censimento completo dei mulini dell’epoca, con la loro localizzazione, ed è anche la ricerca del poco che oggi rimane”.

    “Mulini e mugnai nella Podesteria di Greve nel Cinque-Seicento” verrò presentato al circolo Arci del Ferrone mercoledì 14 dicembre a partire dalle 21.15.

    Saranno presenti, oltre all’autrice, l’editrice Sara Pagnini e l’assessore alla cultura del Comune di Greve in Chianti, Lorenzo Lotti.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...