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martedì 21 Maggio 2024
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    Passione, cultura del vino, territorio e grandi prodotti internazionali: il racconto di Andrea Formigli

    “Per maturare l’uva occorrono nove mesi, come per far nascere un bambino”. Sulla pagina iniziale del proprio sito web, la Vinoteca al Chianti mette subito in chiaro che per loro il vino è qualcosa da prendere sul serio. Basta guardarsi indietro, ora che compie 15 anni, per accorgersene.

     

    "Questo posto l’ho fondato io nel 1998 a 21 anni – racconta il titolare Andrea Formigli – con l'aiuto mio padre, personaggio molto conosciuto nell'ambiente del vino, che lavora nel settore dal 1971".

     

    Quando l’avventura nel vino di suo padre iniziava, Andrea aveva 16 anni. Ora sta per compierne 40, e la sua enoteca di Bottai ha cifre che parlano da sole. Durante l’inventario di fine anno hanno contato 37mila bottiglie, riconducibili a 2700 etichette diverse, di cui circa 2000 italiane.

     

    "E tutte sono state assaggiate – precisa sorridendo – a quanto si dice, siamo una delle enoteche più conosciute della nazione".

     

    Che può contare su un’amplissima sezione appositamente dedicata al re dei vini francesi, lo Champagne, più o meno un quarto del negozio. Ci muoviamo con Andrea zigzagando fra le varie regioni. E si parla dell’"industria" che per l’Italia è forse la più conosciuta in giro per il mondo: quella del turismo.

     

    "Il vino fa parte della nostra storia nazionale – sottolinea – ma dovremmo imparare a valorizzarlo al meglio. Creare un reale movimento di turismo del vino, ad esempio. Sai quante persone si attirerebbero, offrendo le meraviglie delle nostre terre, insieme ai cibi e vini eccezionali che produciamo?".

     

    Poi fa un paragone che spesso si sente: "In questo dobbiamo ammettere che la Francia ci è avanti. Prendete la Borgogna: quei 50 km di terra invasi di Pinot Nero sono fra i  più famosi al mondo. Ci hanno costruito un impero".

     

    Valorizzare il territorio, dunque. In questa direzione vanno le ultime iniziative della Vinoteca, come quella del prossimo venerdì: "Il prossimo 15 febbraio abbiamo in programma un evento a Villa Castiglione, dove saranno riuniti i maggiori produttori della zona di Panzano".

     

    Una buona occasione per toccare con mano la nuova linea dei vinificatori di quella zona, sempre più votata al biologico, talvolta biodinamico. Anche se, come ricorda Andrea "il biologico è la cosa più semplice, niente di nuovo. Basta ritornare indietro, all’uva che si coltiva e al terreno su cui cresce. Non può che venir bene".
     

    di Leonardo Pasquinelli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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