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giovedì 2 Febbraio 2023
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    Doppia sfilata per la Festa dell’Uva? Prime bocciature della proposta del sindaco

    Collettivo Giovani Impruneta: "Idea dannosa, assurda, irrealizzabile". Riccardo Lazzerini: "Prima le sedi dei rioni"

    IMPRUNETA – Bruschi no alla proposta del sindaco Alessio Calamandrei di aprire all'idea di una doppia sfilata per la Festa dell'Uva di Impruneta, lanciata sabato scorso sul Gazzettino del Chianti.

     

    RICCARDO LAZZERINI: "PRIMA LE SEDI DEI RIONI!"

     

    Il primo stop arriva da Riccardo Lazzerini. Consigliere comunale, storico rionale palloiano (progettisti di molti carri), autore di libri sulla Festa dell'Uva (l'ultimo uscito pochi giorni fa) la voce di Lazzerini è una voce pesante sul tema.

     

    "Nella politica amministrativa come nella vita – dice Lazzerini – esistono delle priorità; senza considerare il fatto che l'idea della doppia sfilata è vecchia di almeno 15 anni, non per questo da scartare a priori ma semmai da attualizzare e considerando che anche a Carmignano per la festa di San Giuseppe (la nostra Festa dell'uva), per citare un esempio, esiste la replica notturna della sfilata".

     

    "Esistono altre priorità – evidenzia Lazzerini – e si chiamano sedi. Tralasciando la promessa, sepolta del proponente della loro concretizzazione entro un anno, oggi siamo al punto esatto dell'insediamento del sindaco. Eccezion fatta per il Pallò, che si è comprato autonomamente il terreno (per adesso inutilizzabile). Quindi meno "accademia" e più concretezza…".

     

    COLLETTIVO GIOVANI IMPRUNETA: "IDEA DANNOSA E ASSURDA

     

    Duro, durissimo, anche il no del Collettivo Giovani Impruneta: "Mentre le buone idee rimangono sottochiave o non vengono neppure pensate – dicono – quelle cattive tornano fuori con una certa regolarità. E’ così che all’Impruneta in queste settimane è stata riproposta l’antica idea della doppia sfilata, per bocca spesso, come da ultimo l’altro giorno, del sindaco".

     

    "Si dice – proseguono – che replicare la Festa dell’Uva in un altro pomeriggio (o serata) sarebbe una manna per l’intera Festa, e permetterebbe all’Ente di essere autosufficiente risolvendo, se non tutti quasi, i problemi economici. Crediamo fortemente che il progetto di una doppia sfilata sia dannoso, assurdo e irrealizzabile".

     

    "La nostra non vuole essere una polemica politica – precisano – visto anche che Calamandrei si sta facendo alfiere di un’idea non sua ma nata anni fa all’interno della stessa Ente, ma vuole essere la presa di posizione di ragazzi che vivono e conoscono la Festa; sfilare due volte rappresenterebbe una rottura drastica della tradizione di un evento che, pur adattandosi alle diverse epoche, è riuscito in questi novant’anni a mantenere ben saldi alcuni elementi".

     

    "Oltre all’aspetto “affettivo” – rimarca il Collettivo Giovani Impruneta – ci sono ragioni ben più pratiche per cui la doppia sfilata è impensabile: questioni che il sindaco ha poste quasi come secondarie sono in realtà i problemi più pesanti, cioè la giuria, la disponibilità dei figuranti, l’essenza della competizione, il mantenimento dell’inchiccatura, le tribune, la macchina organizzativa, eccetera eccetera…".

     

    "Cercare di migliorare e di aiutare la Festa dell’Uva – sottolineano – è lecito e anzi necessario, ma questo non significa dover ricorrere a soluzioni che andrebbero a modificare la natura stessa della sfilata".

     

    Poi tornano a battere, come Lazzerini, sul tema delle sedi rionali: "Invece che avanzare simili folli proposte, sono molti i modi con i quali si può sostenere, anche e soprattutto economicamente, la Festa dell’Uva, a cominciare da quelle sedi rionali di atavica memoria: Sante Marie e Fornaci ancora non hanno una sede stabile, e il Pallò la propria se l’è dovuta acquistare autotassandosi".

     

    "Se tutti i rioni potessero disporre di un’area fissa e sicura – dicono con certezza – aumenterebbero anche le possibilità di maggiori introiti, mentre allo stato attuale c’è anche il rischio di dover ridimensionare le strutture dei carri per mancanza di spazi e fondi. Oltre a questo, andrebbero studiate idee per promuovere il marchio della Festa dell’Uva e rendere davvero questo evento capillare in tutta Impruneta, in ogni momento dell’anno; la vendita di gadgets, fazzoletti e accessori dei rioni, la valorizzazione dei territori rionali, renderebbero la Festa più conosciuta ed “esportabile”, così che un turista che visita il nostro comune se ne vada sapendo cosa essa è sia a settembre che a marzo che a giugno".

     

    "Insieme alla Fiera – concludono – la Festa dell’Uva è sul piano storico-culturale il simbolo di Impruneta, e come tale va trattata. Aprendo sì un confronto costruttivo, ma senza arrivare a stravolgere follemente la sua essenza e il suo fascino unico".

     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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