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giovedì 6 Ottobre 2022
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    Negli anni ’80 in F1. La Minardi, la Motori Moderni. I ricordi del figlio Filippo e della moglie Graziella

    Rombavano i motori nella testa e nel cuore di Piero, affermato manager del settore auto venuto a mancare dopo una breve malattia all’età di 68 anni

    SAN CASCIANO – Rombavano i motori nella testa e nel cuore di Piero Mancini, l’affermato manager del settore auto venuto a mancare dopo una breve malattia all’età di 68 anni.

    Un vero e proprio genio dei motori e, nello stesso tempo, amante della natura: tanto che la sua prima attività è stata, assieme alla moglie Graziella, la gestione di un vivaio di piante.

    In seguito la passione per le auto lo portò ad aprire una concessionaria Fiat a Scandicci per circa dieci anni. Poi, la svolta.

    “Negli anni ’80 – ci racconta il figlio Filippo – mio padre conobbe Gian Carlo Minardi, fondatore del team Minardi di Formula 1 e divenne suo socio. Fondarono così la Motori Moderni con sede a Novara: mio padre volle con sé l’ingegner Carlo Chiti e, assieme, realizzarono motori per la Formula 1″.

    “In un primo momento per l’Alfa Romeo – ricorda – e successivamente per la Minardi. In soli quattro mesi realizzarono un motore 6 cilindri boxer di derivazione della F1. Furono per lui anni di grande soddisfazione: unico manager in Italia e nel mondo, conobbe Alessandro Nannini, finanziandolo di tasca propria e portandolo al debutto come pilota della Formula 1″.

    Dando il via a una carriera brillante che Nannini dovette abbandonare dopo l’incidente in elicottero avvenuto nell’ottobre 1990.

    Piero Mancini era una persona geniale, intraprendente: ha fatto la prima “super car” da corsa in carbonio Formula 3, la Koeniggseg; ha fornito motori alla Subaru. Sempre rimanendo, per sua scelta, nell’ombra.

    Nel 1985 si arrivò anche a ipotizzare che a San Casciano si potesse realizzare una fabbrica di motori per la Formula 1, con la possibilità di costruire anche una piccola pista di collaudo.

    Furono presi dei contatti con l’amministrazione comunale di San Casciano. che vide subito di buon occhio la proposta.

    “Siamo veramente felici – precisò l’allora sindaco Giancarlo Viccaro – di questa scelta da parte della Motori Moderni”. Ma la cosa poi non andò a buon fine.

    Nel 1991 Piero uscì dal mondo della Formula 1, iniziando a seguire il figlio Filippo che correva in macchina. Del resto quel rombo dei motori scorreva nel sangue di entrambi… .

    Accorgendosi nel 1999 che in Italia mancava un campionato del genere (cosa che già esisteva in altri paesi europei) propose la Formula 3000 Italia, che successivamente abbandonò nel 2001 confidando al figlio, pilota, che l’ambiente non era più per lui.

    Così entrambi si ritirarono alla vita di “campagna”, mettendo su un bellissimo resort a San Casciano, la stupenda “Villa I Barronci”, con nove secoli di storia da raccontare.

    La moglie Graziella ricorda gli ultimi giorni del marito Piero: “Non aveva paura della morte, negli ultimi giorni in ospedale aveva la forza anche di scherzare. Lo stimolavo a bere un po’ d’acqua e lui a un certo punto disse: “Allora facciamo un cin cin all’acqua minerale con il gas!”. Abbozzando un sorriso”. 

    “Era un grande lettore – ricorda ancora – penso che da giovane abbia letto quasi tutti i libri della biblioteca di San Casciano, paese dove aveva tanti amici e che amava particolarmente. L’ultimo libro che stava leggendo è ancora sul suo comodino, è scritto da Papa Francesco“.

    “Era una persona buona, umile – dice Graziella – in Formula 1 lo chiamavano tutti ingegnere e lui puntualizzava sempre che non lo era, pensi aveva studiato ragioneria. Ha fatto anche molte opere di bene, arrivando ad aiutare con cifre importanti villaggi in Africa senza fare tanto clamore, com’era suo solito. Abbiamo perso un uomo di grande generosità, bontà e grande rispetto per gli altri”.

    La moglie e i figli Silvestra, Filippo e Andrea desiderano ringraziare i medici dell’ospedale di Ponte a Niccheri per tutto quello che hanno fatto per Piero Mancini, i reparti di “Medicina quarto piano”, “Terapia intensiva”.

    In particolare un ringraziamento al dottor Francesco Cordopadri e al dottor Paolo Mancini, peraltro fratello di Piero, che l’hanoo assistito con amore non nascondendo in alcuni casi la commozione.

    I funerali si sono tenuti nella Propositura Collegiata di San Cassiano lunedì 16 febbraio. Addio… ingegnere.      

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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